Mi ritrovai solo tra le colonne dal capitello di papiro, finché un Angelo dalla pelle di pietra e dalle ali di candida piuma non mi raggiunse, lo salutai con i Segni di L.V.X., ed Egli mi rispose con gli stessi segni, cui aggiunse i Segni dell'Entrante e del Silenzio, ai quali rispose prontamente.
Uscii seguendolo dal colonnato, e mi ritrovai a vagare per gli Spazi Esterni, laddove un nuovo Sistema Solare si stava formando, ed il vento stellare scuoteva visibilmente le Sue ali, e questo fu quanto la Sua voce mi disse:
- Osserva come le stelle siano buchi dai quali si manifesta la Luce del Sole Centrale, che tutto muove e tutto forma attorno a sé, e come esse cadano, manifestando buchi neri, nell'eterno gioco degli opposti. Non timemus! Non paventante le manifestazioni dell'Eterno, perché voi siete come uno strato sottile posto al di là dei confini del mondo. Tenete invece salde nel vostro cuore le chiavi del Suo Insegnamento, giacché costituirà un Pilastro di Fuoco innalzato ad illuminare le vostre vie. Perchè i sistemi solari sono i magnifici calcolatori del tempo per la Volontà Divina, ed ognuno di essi trasmette un messaggio, dacché ogni pianeta è un Segno, ed ogni pianeta è un Simbolo. -
Scendemmo poi su un pianeta nascosto tra le pieghe dello spazio, e là incontrammo un libro aperto, sul quale era posata una pietra della quale non mi è lecito rivelare oltre, ma l'Angelo mi disse: - Osserva ora come gli uomini volutamente fraintendano i messaggi dagli spazi cosmici, comprendi come questo sia un Simbolo della sacra Dèa. -
Ed io fui pronto a baciare la Santissima Pietra.
Poi in una stella si formò un colonnato, ed erano una colonna bianca ed una nera, e le varcammo, giungendo in un cunicolo molto freddo dove si erano formati dei ghiacci, ricordo che provai molti brividi, e l'Angelo ne prese uno, lo porse alla mia osservazione, dicendo: - Ricorda l'armonia dei fiocchi di neve, la Natura è permeata di questa perfezione, di cui partecipa anche l'uomo, ma non vuole accorgersene, perchè preferisce essere assediato dalle angustie. -
Poi uscimmo, raggiungendo il deserto, le Piramidi e la Sfinge, ma la visione fu presto interrotta.
martedì 29 gennaio 2008
lunedì 28 gennaio 2008
Il Ventinovesimo Aethyr
Mi sono ritrovato in un territorio totalmente devastato dalle fiamme, dal cielo, plumbeo e coperto di nubi nere, si scatenavano fulmini a non finire, a qualche distanza da me, si stagliava la Torre di Babele.
Entro all'interno della torre, il pavimento è di un colore blu scuro molto simile a quello della " Porta di Ishtàr", le scalinate sono di gradini di pietra, molto grandi e tozzi, faticosi da risalire, le percorro finché arrivo al tetto, dove si staglia una statua, d'aspetto bronzeo, di un Angelo che punta la spada verso il cielo ( poco prima che io la intraveda, il tutto è scosso da una spaventosa scarica di terremoto, tanto da far temere che la Torre stessa stia per crollare ).
Una colonna di luce scende dall'alto delle nubi, esitante, la raggiungo e vengo avviluppato da essa, che mi trasporta più in alto delle plumbee nubi.
Al di sopra della tempesta, il cielo è azzurro e le nubi calme e bianche, ed io mi ritrovo a vagare senza meta saltando da una nube all'altra, finché non mi raggiunge un Angelo dalla pelle di aspetto pietroso, molto consistente, dai suoi occhi e dalla sua bocca emana fiamme di un luminoso colore giallo, porta una spada di Energia e uno scudo che mi pare fosse triangolare, lo saluto con i Segni di L.V.X., risponde parimenti e saluta con un cenno della testa, poi mi accompagna.
Saliamo assieme due percorsi di nuvole che ci raggiungono sistemandosi in forma di scalinata fino a raggiungere un Tempio Circolare nell'Alto dei Cieli, esso è costruito in vero lapislazzuli, e le colonne del pronao sono fatte di oro massiccio.
L'Angelo mi spiega che la forma a spirale della Torre di Babele implica l'impossibilità di raggiungere la perfezione in Terra, giacché ogni cosa che si slanci verso l'alto presto o tardi finirà per ricadere in basso, in questo senso i costruttori furono puniti con la divisione dei linguaggi, mentre la unica, vera perfezione è nel Tempio costruito nei Cieli.
L'interno del Tempio è di colore azzurro, e l'aspetto è molto simile a quello di una Chiesa Cattolica: chiedo all'Angelo se qui ci si inginocchia, ma Egli risponde guardandomi con severità, così raggiungo una delle panche e mi siedo in asana, meditando: solo allora mi accorgo che il Tempio costituisce un Cerchio perfetto, e cioé privo dell'anomalia del " P greco ", la sensazione è a dir poco allucinatoria, e richiama alla mente alcune geometrie od architetture lovecraftiane, sembra farmi comprendere a livello intuitivo la ragione per cui non si riesce a far quadrare il cerchio.
Sull'Altare sono presenti esclusivamente una Coppa ed un'Ostia, e mi accorgo che sono disposti come sull'Altare Magico la Coppa ed i Pentacoli; mancano, insomma, i Simboli Maschili, chiedo spiegazioni all'Angelo che mi risponde: - Tu sai delle corrispondenze di Binah, e degli eventi storici che le hanno nascoste, originariamente questo era un Tempio alla Dèa.
Compare poi dietro l'Altare un candelabro molto alto, apparentemente di oro massiccio e piuttosto sottile, con due candele bianche accese, la sua presenza mi sembra dubbia qui, ma l'Angelo mi risponde che siamo sulle soglie del Piano Materiale, laddove è in procinto di manifestarsi la dualità.
Lo scenario intorno a me cambia completamente, ed ora mi ritrovo circondato da una sorta di generatori posti in circolo ( non sono riuscito a contare quanti, ma erano pochi, non più di quattro o sei ), al centro dei quali compaiono delle teste di Medusa i cui capelli sono serpenti neri, e dall'espressione sofferente. Guardo in basso per il timore di rimanere " pietrificato ", ma l'Angelo mi spiega che non vi è motivo, gli occhi delle Meduse sono stati asportati, la sola presenza delle teste, infatti, è sufficiente per portare stabilità dentro i processi operanti nei generatori. Scendiamo in seguito una scalinata in ferro battuto che porta presso una fornace ricca di pozze rettangolari piene sino all'orlo di lava. Esse, mi spiega l'Angelo, costituiscono l'energia potenziale dei corpi " in quiete ".
Senza bisogno di risalire, apriamo una porta di ferro, che, come il resto dell'ambiente, ha uno strano colore arancione, e torniamo al Tempio. l'Angelo mi spiega che questo curioso passaggio implica la corrispondenza tra il Tempio ed i processi generatori di Energia. Qui, il candelabro è sparito, e dietro l'Altare, ben visibile, dipinto sul muro in bianco sull'azzurro, è comparso il Simbolo della Dèa. Capisco che si tratta di un Portale che mi porterà ancora oltre, così attendo che si apra, ma quanto vidi oltre, non mi è lecito riferire.
Entro all'interno della torre, il pavimento è di un colore blu scuro molto simile a quello della " Porta di Ishtàr", le scalinate sono di gradini di pietra, molto grandi e tozzi, faticosi da risalire, le percorro finché arrivo al tetto, dove si staglia una statua, d'aspetto bronzeo, di un Angelo che punta la spada verso il cielo ( poco prima che io la intraveda, il tutto è scosso da una spaventosa scarica di terremoto, tanto da far temere che la Torre stessa stia per crollare ).
Una colonna di luce scende dall'alto delle nubi, esitante, la raggiungo e vengo avviluppato da essa, che mi trasporta più in alto delle plumbee nubi.
Al di sopra della tempesta, il cielo è azzurro e le nubi calme e bianche, ed io mi ritrovo a vagare senza meta saltando da una nube all'altra, finché non mi raggiunge un Angelo dalla pelle di aspetto pietroso, molto consistente, dai suoi occhi e dalla sua bocca emana fiamme di un luminoso colore giallo, porta una spada di Energia e uno scudo che mi pare fosse triangolare, lo saluto con i Segni di L.V.X., risponde parimenti e saluta con un cenno della testa, poi mi accompagna.
Saliamo assieme due percorsi di nuvole che ci raggiungono sistemandosi in forma di scalinata fino a raggiungere un Tempio Circolare nell'Alto dei Cieli, esso è costruito in vero lapislazzuli, e le colonne del pronao sono fatte di oro massiccio.
L'Angelo mi spiega che la forma a spirale della Torre di Babele implica l'impossibilità di raggiungere la perfezione in Terra, giacché ogni cosa che si slanci verso l'alto presto o tardi finirà per ricadere in basso, in questo senso i costruttori furono puniti con la divisione dei linguaggi, mentre la unica, vera perfezione è nel Tempio costruito nei Cieli.
L'interno del Tempio è di colore azzurro, e l'aspetto è molto simile a quello di una Chiesa Cattolica: chiedo all'Angelo se qui ci si inginocchia, ma Egli risponde guardandomi con severità, così raggiungo una delle panche e mi siedo in asana, meditando: solo allora mi accorgo che il Tempio costituisce un Cerchio perfetto, e cioé privo dell'anomalia del " P greco ", la sensazione è a dir poco allucinatoria, e richiama alla mente alcune geometrie od architetture lovecraftiane, sembra farmi comprendere a livello intuitivo la ragione per cui non si riesce a far quadrare il cerchio.
Sull'Altare sono presenti esclusivamente una Coppa ed un'Ostia, e mi accorgo che sono disposti come sull'Altare Magico la Coppa ed i Pentacoli; mancano, insomma, i Simboli Maschili, chiedo spiegazioni all'Angelo che mi risponde: - Tu sai delle corrispondenze di Binah, e degli eventi storici che le hanno nascoste, originariamente questo era un Tempio alla Dèa.
Compare poi dietro l'Altare un candelabro molto alto, apparentemente di oro massiccio e piuttosto sottile, con due candele bianche accese, la sua presenza mi sembra dubbia qui, ma l'Angelo mi risponde che siamo sulle soglie del Piano Materiale, laddove è in procinto di manifestarsi la dualità.
Lo scenario intorno a me cambia completamente, ed ora mi ritrovo circondato da una sorta di generatori posti in circolo ( non sono riuscito a contare quanti, ma erano pochi, non più di quattro o sei ), al centro dei quali compaiono delle teste di Medusa i cui capelli sono serpenti neri, e dall'espressione sofferente. Guardo in basso per il timore di rimanere " pietrificato ", ma l'Angelo mi spiega che non vi è motivo, gli occhi delle Meduse sono stati asportati, la sola presenza delle teste, infatti, è sufficiente per portare stabilità dentro i processi operanti nei generatori. Scendiamo in seguito una scalinata in ferro battuto che porta presso una fornace ricca di pozze rettangolari piene sino all'orlo di lava. Esse, mi spiega l'Angelo, costituiscono l'energia potenziale dei corpi " in quiete ".
Senza bisogno di risalire, apriamo una porta di ferro, che, come il resto dell'ambiente, ha uno strano colore arancione, e torniamo al Tempio. l'Angelo mi spiega che questo curioso passaggio implica la corrispondenza tra il Tempio ed i processi generatori di Energia. Qui, il candelabro è sparito, e dietro l'Altare, ben visibile, dipinto sul muro in bianco sull'azzurro, è comparso il Simbolo della Dèa. Capisco che si tratta di un Portale che mi porterà ancora oltre, così attendo che si apra, ma quanto vidi oltre, non mi è lecito riferire.
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