Finché a noi si avvicinò una nave, ed era tutta in legno, e la sua prua era cesellata a forma di drago, e dai suoi fianchi si alzavano ali spuntonate, e dalla poppa una coda aguzza di scorpione, mentre sopra l'albero maestro al vento oscillava il nero stendardo dei pirati. Ma quanto mi intimorì di più, era l'essere essa tutta gremìta di quei Dèmoni dall'aspetto tremendo ai quali a fatica ero riuscito a fuggire, ed essi erano tutti rivestiti di armi e armature, sì, erano tutti rivestiti di armi e armature.
E non mancò molto che entrambe le navi fossero bersagliate da nugoli di frecce, e sull'uno e sull'altro dei ponti le genti cadevano, mentre sempre più il rostro della nave nemica si appressava al fianco della nostra.
E poi ci fu l'impatto, e lo scafo, e la chiglia, ed ogni parte del nostro legno vibrarono violentemente sotto l'impeto di quell'urto, e noi cademmo a terra sbilanciati, mentre quei predoni del mare, esperti in manovre di guerra, si rovesciavano sulla nostra imbarcazione con urla selvagge e spaventose.
E allora ci fu battaglia sul ponte della nave che iniziava ad imbarcare acqua, ed erano molti quelli che cadevano sotto la violenza delle armi, ed io mi accorsi che il sangue di quei Dèmoni era di un nero fangoso e putrido, mentre quello dei miei ospiti era di un oro risplendente, e, la battaglia rimanendo incerta per lungo tratto, io afferrai la spada lasciata al suolo da uno dei miei compagni caduto, e mi affrettai ad immergermi nella battaglia.
E non passò molto che mi ritrovai coinvolto in singolar tenzone contro una di quelle infami creature, ed essa digrignava i denti e grugniva, e urlava e tentava di azzannarmi, roteando con grande maestria e abilità il suo tridente, dal quale mi difendevo arretrando e parando come potevo, finché un suo fendente non mi fece scivolare la spada di mano, per condurla a volare alta nell'aria, e poi tuffarsi in acqua.
E allora rimasi impietrito nell'incertezza, perché da un lato avrei voluto tornare a combattere ed aiutare i miei ospiti, e dall'altro ero stato terrorizzato da quanto era successo, e così, spaventato e avvilito, osservavo voltandomi a destra e a sinistra lo svolgimento della battaglia, che mi sembrava protendere a nostro favore, sì, mi sembrava protendere a nostro favore, ma poi credetti di morire, e non vidi altro che rosso e nero.
E mi svegliai in un letto caldo e teporoso, e vi era una donna bruna e dagli occhi scuri ad accudirmi, e le chiesi che cosa fosse stato, e lei mi raccontò che lo scontro contro i pirati era stato vinto, sì, che lo scontro contro i pirati era stato vinto, e che i marinai erano sbarcati in città, ma che lei non conosceva le ragioni di quello sbarco, e che io ero svenuto perché ero stato colpito alla testa, e che avrei rischiato serie conseguenze, se non fossi stato affidato alle sue cure, e così mi aveva accudito con erbe e pozioni, e con decotti e radici, e aveva curato il mio male, poi mi accorsi tastando con le dita di una grossa benda dietro la mia nuca.
E allora mi offrì un semplice pasto a base di passato di verdure con fette di pane e miele, e c'era anche un bicchiere di latte saporito e appena munto, ed altre delizie di frutta e verdura. Ed io mangiai abbondantemente, e non potei fare altro che ringraziarla, ma lei accolse con un sorriso i miei inchini, e poi ci salutammo.
E fu così che ebbe termine la Visione, sì, fu così che ebbe termine la Visione.
venerdì 17 ottobre 2008
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