Volavamo alti nel cielo tra le nuvole, io e Raphael, l'Arcangelo che mi accompagnava, e i suoi capelli erano biondi e fluivano alle carezze dell'aria che Lui dominava, ed i Suoi occhi erano azzurri e la cornea comprendeva quasi tutta l'iride, e non v'era pupilla, il Suo corpo era aggraziato e le membra ben fatte, e dalla Sua schiena si dipartivano sei ali bianche come la neve.
Giungemmo così ad una città costruita nel cielo, ed alcune parti di essa passavano da una nube all'altra, tutti i palazzi erano di colore bianco, belli e maestosi, e le costruzioni, tra cui svettavano pagode ed edifici religiosi, erano tutte sormontate da tetti in lamina d'oro, al centro di esse garriva una bandiera del colore degli Elementi, al centro del tetto lo stendardo dello Spirito, e l'Arcangelo mi indicò il castello e mi disse: - Ecco, lì nacque il Bodhisattva, il Buddha l'Illuminato Gautama, che tanto conforto diede ai viventi. - Perché eravamo nella città di Meraviglia di Latte e Oro.
E varcammo le soglie della città, così che non saprei cominciare a narrare le meraviglie che vi trovai: portoni arabescati fin nei minimi dettagli, uomini su tappeti volanti e genti che giocavano a scacchi seduti sulle strade di ciottolo pulitissime e risplendenti, e molto, molto altro ancora, finché giungemmo ad un mercato all'aperto laddove le più varie mercanzie erano esposte: bilancini precisissimi, statuette in alabastro e incrostate di gemme preziose così perfette nell'aspetto che pareva che da un momento all'altro dovessero prendere vita, e infatti una di esse mi salutò con un sorriso, e mi porse la mano che io strinsi garbatamente.
E la gente, sorridente e compassata, vestita di tuniche colorate sostenute in vita da un semplice cordoncino, faceva acquisti senza mercanteggiare sul prezzo, e per le transazioni usavano delle piccole monete d'oro che riportavano il Sigillum Dei Aemeth sul recto, ed il Caduceo sul verso, ed io mi innamorai di quelle monetine e volevo portarne una con me come ricordo.
Così, da Raphael accompagnato, mi recai da un mercante, e gli chiesi come potessi acquistare una di quelle monete, ed egli mi disse: - Se mi darai quella Spada che porti legata alla destra della tua cintola, nella sua preziosa guardia, la cui lama è di luce e la cui elsa è di tenebra, io ti darò cinquanta di queste monete d'oro.
Ma io risposi che mai e poi mai avrei potuto separarmi da quella Spada.
E allora il mercante mi disse: - Se mi darai quella Coppa che porti legata alla sinistra della cintola, io ti darò cento di queste monete d'oro.
Ma io risposi che mai e poi mai avrei potuto separarmi da quella Coppa.
Così ci allontanammo, ed io mi sentivo avvilito ed abbattuto perché non avevo potuto procurarmi la bella moneta d'oro che si usava per le transazioni, e andavo a capo chino e non proferivo motto, mentre l'Arcangelo Raphael si guardava a sinistra e a destra per trovare una qualche possibilità di recuperare la monetina che così tanto mi aveva colpito, finché non vide una donna vecchia e malata che tirava acqua presso una fontana di ferro, e doveva riempire cinquanta secchie, e ne aveva riempite soltanto due.
Allora l'Arcangelo mi tirò la manica della tunica, e mi guidò dalla donna, e le chiese se potevamo aiutarla nel lavoro, e lei accettò con un senso di liberazione, così io mi misi subito alla leva della fontana mentre l'Arcangelo Raphael chiedeva alla donna com'era possibile che lei fosse in tanto triste disposizione in quel luogo di delizie, e lei mi rispose che era comparsa in quella città quando io vi ero arrivato.
Fu così che riempii cinquanta secchie, e intanto si fece sera, e dopo raggiunsi il mercante che aveva mandato la donna alla fontana, ed egli mi disse di portargli l'acqua, ché gli serviva per le sue officine, e quando ebbi compiuto il lavoro egli mi consegnò una sola moneta d'oro, che io portai subito, anche se mi sentivo spaurito, all'anziana signora.
Ma ella strinse la mia mano che teneva la moneta, e mi disse di custodirla, perché solo così forse un giorno lei avrebbe potuto ringiovanire.
E fu così che la Visione si interruppe, sì, fu così che la Visione si interruppe.
lunedì 14 aprile 2008
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