Giunsi in un territorio rudivo e brullo, laddove fontane di lava e fiumi di magma sgorgavano e fluivano senza sosta, il luogo era arido come non saprei raccontare: temevo il caldo e avevo molta sete.
Sopra di me si alzava un Sole più luminoso di ogni sole, ed esso era una testa di leone, ed un Uomo era crocefisso sui denti del leone, ed i suoi polsi erano inchiodati ai canini, e le caviglie agli incisivi, ma il leone non ne soffriva, ed il costato dell'Uomo grondava di un sangue che era la vita, e che, laddove cadeva, trasmutava il magma in latte e miele, e le rocce in cespugli frondosi e ricchi di farfalle e di api, sì, trasmutava il magma in latte e miele, e le rocce in cespugli frondosi e ricchi di farfalle e di api. E ad occidente e ad oriente del Sole si ergevano due lune sopra le montagne, e quella ad Est era crescente, ma quella ad Ovest era calante, e anche sulle due lune erano crocefissi due uomini, e di essi si riusciva a intravedere soltanto la metà del corpo. Ed ecco che l'uomo sulla luna calante aggrediva con male parole l'Uomo del Sole, perché mancava di metà della sua Luce, mentre l'uomo sulla luna crescente benediceva, lodava e glorificava l'Uomo del Sole per quella metà della sua Luce che riceveva, e così Egli gli disse che presto sarebbe venuto a rifulgere della Luce più piena e vigorosa, e quegli ne gioì nel cuore, e ne provò grande felicità, sebbene per metà fosse sepolto nelle tenebre.
Ma io tentai vanamente di nascondermi a quel Sole-che-tutto-vede, e raggiunsi il costone di una montagna e l'ombra che ne ricadeva, ed oltre di esso, in vetta a un sentiero tortuoso e impervio, una torre bianca, la cui sommità era tutta contornata e decorata di volti grotteschi, scolpiti tra i merli, e davanti all'entrata di essa mi accolse una donna vestita di blu e dai capelli rossi, e un enorme pitone si avvoltolava attorno al suo corpo, ma leggera come una piuma era la sua stretta, e sopra la sua spalla era accoccolato un demonietto dalle scaglie blu, e dai capelli rossi.
Ed essa non parlò, ma levò i suoi occhi neri verso di me, e la sua cornea era bianca come il latte, e, dopo avermi offerto un sorso dalla brocca delle sue acque per confortare la mia sete, mi porse i suoi baci, e i suoi abbracci, e le sue carezze, sì, mi porse i suoi baci, e i suoi abbracci, e le sue carezze, e mai più da allora conobbi voluttà maggiore di quella, che pareva non avere mai fine, in un delirio di oscurità della coscienza segnata dalle più alte vette dell'estasi, e il demonietto vorticava volando sopra di noi, nell'interno della torre, e pareva trarre nutrimento e grande vigore da quel piacere privo di ogni controllo che noi provavamo.
E in seguito raccolsi le mie cose, e salii la lunga scala a chiocciola all'interno della torre, raggiungendo la sommità di essa, per scrutare l'orizzonte, e ovunque levassi lo sguardo, vidi eserciti senza fine, ed erano legioni e legioni che, munite di picche, archi, asce e spade, muovevano a passo di marcia verso i confini del mondo. Allora la donna mi raggiunse, e il serpente si era di nuovo avvoltolato attorno al suo corpo, e il demonietto si era di nuovo accoccolato sopra la sua spalla, e mi disse:
" Osserva i guerrieri dell'esercito del Fato, ognuno di essi è un evento che coinvolge gli uomini, ed è uno dei loro duri affanni quotidiani, ma nessuno di essi vi è che non cada dopo avere punto, mentre l'uomo, sia pure ferito, rimane, e può rigenerarsi, e se il dolore guarisce, la Gioia della Vita, la Gioia che proviene da me, rimane sempre, ininterrotta, e risuona di celeste armonia nelle più profonde regioni del cuore. "
E fu così che ebbe termine la Visione, sì, fu così che ebbe termine la Visione.
lunedì 1 settembre 2008
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